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L’Amerigo Vespucci alla fonda davanti Cattolica

LAmerigo Vespucci davanti a Cattolica
L'Amerigo Vespucci davanti a Cattolica

Cattolica 2 Ottobre 2008 | E’ con grande sorpresa che oggi la nave scuola della Marina Militare Italiana “Amerigo Vespucci” è comparsa all’orrizzonte (nella foto) proprio di fronte al porto di Cattolica. Tra incredulità e stupore, nel grigiore della giornata, tutti hanno potuto ammirarla nella sua imponenza, quando soprattutto è arrivata in prossimità della terra. Successivamente si è saputo che la nave scuola reduce da una crociera nei Mari del Nord è attesa a Marina di Ravenna dal 4 al 7 ottobre per essere visitata.

È manovrando scotte e drizze in cavo vegetale e vele di canapa, dormendo sulle amache sistemate ogni notte nei locali di studio, che circa 100 giovani ogni anno imparano ad amare e rispettare il mare. Sono gli stessi che pochi anni dopo ritroviamo nelle centrali operative di combattimento dotate dei più sofisticati strumenti elettronici, ai comandi di veivoli a getto ed elicotteri, immersi nelle realtà delle moderne tecnologie che sembrano distanti mille miglia dal lento navigare del “Vespucci”, ma che hanno in comune la cosa principale: l’ambiente dove operano, ovvero il mare. È dai primi anni ’30 che i futuri Ufficiali della Marina Militare Italiana iniziano la loro vita sul mare a bordo del “Vespucci”: la nave fu infatti varata nel 1931, presso il Regio Arsenale di Castellamare di Stabia, nei pressi di Napoli. Lunga 82,38 metri, che diventano 100,5 se consideriamo il bompresso, larga 15,56 metri e alta 6,65 metri sul pelo dell’acqua, con un pescaggio di sette metri, il “Vespucci” ha un dislocamento a pieno carico di 4.146 tonnellate.  Il suo scafo è costruito con fasciame in lamiera chiodato alle costole, mentre il ponte è rivestito di tavole di teak. La nave ha tre ponti principali, con castello a prora e cassero a poppa, ed è in quest’ultimo che vivono gli Ufficiali e che si trova la “Sala Consiglio”, le cui porte si aprono sul balconcino di poppa sul quale si legge il nome della nave in lettere dorate. Se le finiture della nave sono particolarmente curate, lo stesso vale per la parte velica: la propulsione è assicurata da 27 vele di canapa la cui superficie complessiva è di circa 3.000 metri quadrati, e per le manovre correnti sono impiegati oltre 30 km di cavo vegetale di vario diametro. Solitamente durante la navigazione a vela viene usato il timone a braccia, le cui quattro grandi ruote manovrate da otto nocchieri sono poste nella timoniera di poppa; sulla controplancia si trova invece la timoniera prodiera elettro-idraulica, usata durante la navigazione a motore, e nella stessa struttura si trova la sala nautica dove si addestrano gli Allievi. Il “Vespucci” ha a bordo 11 imbarcazioni di salvataggio, quattro delle quali a remi e a vela, note come “palischerni”; è su queste che gli Allievi vengono chiamati a competere fra loro e, seguendo una vecchia tradizione, di tanto in tanto a trainare il “Vespucci” a forza di braccia! Non manca ovviamente l’impianto motore, costituito da due apparati diesel da 1.500 CV ciascuno collegati a due dinamo che alimentano un motore elettrico collegato all’elica quadripala. Fra tradizione ed elettronica a bordo non mancano ovviamente i più moderni apparati di scoperta e navigazione l’equipaggio del “Vespucci”, composto da 276 uomini, cui in estate si affiancano circa 100 Allievi dell’Accademia, porta ogni anno la “vecchia signora” e la bandiera italiana con gli stemmi delle quattro Repubbliche Marinare sui mari del mondo.

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