Archivi per la categoria ‘Personaggi famosi’

Paolo Maltoni vince il Windsurf Day

mercoledì, 25 agosto 2010

Windsurf Day 2010 | Bellissima regata di windsurf quella di domenica 22 agosto svoltasi a Cattolica con ben oltre sessanta iscritti provenienti da varie regioni d’Italia. Dalla mattina soffiava il maestrale costringendo i bagnini ad issare a segnalare il divieto del noleggio dei natanti a causa delle onde increspate. La partenza è avvenuta dalla spiaggia libera antistante Piazza Primo Maggio con boa di disimpegno al largo, poi un bel bordo fino alla nuova darsena dove la seconda boa veniva lasciata a sinistra, per continuare al al traverso fino al Circolo Nautico dove la terza boa veniva lasciata sempre a sinistra. Infine di poppa fino alla zona di spiaggia libera “Ventena”, dove veniva suonata la campana per segnalare l’arrivo. Il vincitore della manifestazione è stato il locals Paolo Maltoni, (famoso surfer locale) distaccatosi dal gruppo già dal primo bordo. Festa serale al Circolo Nautico con spaghetti alle vongole, grigliata di sardoni, sgombri e spighette.

Wild Oltrenatura all’Acquario di Cattolica

sabato, 3 luglio 2010

Dall’ Acquario di Cattolica inizia il nuovo ciclo di puntate di Wild Oltrenatura in onda su Italia 1, il programma che racconta il fascino ed il brivido che chiunque può provare di fronte alla potenza  selvaggia della natura. La prima delle 5 puntate ha inizio lunedì 5 luglio alle ore 21. All’ Acquario di Cattolica, Fiammetta Cicogna, la bellissima  conduttrice, protetta da una gabbia d’acciaio e nella massima sicurezza, ha provato il brivido dell’ immersione in vasca squali, il contatto diretto con le dasyatis violacee, il rapporto di interazione con la tartaruga Feggy e naturalmente ha subito il fascino e la simpatia dei 12 pinguini da spiaggia, gli Humbolt, appena arrivati all’ Acquario di Cattolica. Wild – Oltrenatura, è un programma che mostra cosa accade quando l’uomo di oggi si confronta con la natura nelle sue manifestazioni più potenti ed indomabili. Una natura che assume forme diverse e spettacolari non sempre benigne ricordandoci che anche noi siamo sue creature e dobbiamo tenere conto delle sue leggi. Attraverso una selezione dei migliori documentari provenienti da tutto il mondo Wild – Oltrenatura vuole rispondere a domande tipo: come potremmo sopravvivere se la nostra jeep restasse in panne in pieno deserto del Sahara, uno dei luoghi più inospitali del pianeta? Come reagiremmo se ci trovassimo di fronte a una tigre che è riuscita a scappare dalla gabbia in cui era rinchiusa? Le risposte da lunedì sera.

On the Road a Riccione

venerdì, 4 giugno 2010

Venerdi 4 giugno dalle ore 19 alle 20 in diretta  da Piazzale Roma a Riccione su MTV andrà in onda l’ultima  puntata  di On the Road dedicata alla Riviera Adriatica, ai suoi personaggi e alle sue attrazioni. Non poteva mancare l’immersione in vasca squali all’ Acquario di Cattolica di uno dei quattro  conduttori Alessandro Arcodia che qui vediamo insieme alla biologa Alessandra Trappetti sua guida  prima di affrontare il faccia a faccia con i predatori del mare e durante tutta la puntata a Cattolica. Oltre alla visita in Acquario, il conduttore  ha voluto cibare le razze prima di tuffarsi in un emozionante immersione tra gli squali. La puntata andrà in onda su MTV domani sera venerdi  4 giugno dalle ore 19 alle 20. Una parte dello  staff dell’ Acquario di Cattolica sarà ospite in piazzale Roma sul truck di RTL per la diretta.

Lara Badioli

venerdì, 28 maggio 2010

La forza delle donne. Lara Badioli è la persona che traduce in realtà operativa nel quotidiano idee e progetti, per il prestigioso Hotel Carducci76 di Cattolica e ne è anche la memoria storica (dovuta ai dieci anni di lavoro sul luogo). Con lo staff organizza eventi, meeting, strategie di marketing e comunicazione… Quali sono le competenze professionali e le qualità richieste per il suo lavoro? La curiosità sull’evoluzione del mercato, la ricerca di novità e lo studio assiduo sulla tecnologia legata alle relazioni e al turismo, l’intraprendenza, la spontaneità, estroversione, ottimismo e le relazioni. Amare la tua professione ti permette di accogliere col sorriso chi ti si pone davanti per collaborare. Che tipo di eventi organizzate al Carducci76? Che coinvolgano, piacciano e stupiscano, facendo leva sulle caratteristiche del nostro target, miscellaneo e variegato, ma con qualcosa in comune: spiccata propensione per il buon gusto, con una sottile e onnipresente vena di ironia. Tra i traguardi che ha raggiunto quale considera il più grande? Ogni volta che un’azienda o un’agenzia mi cerca dopo una collaborazione precedente. Significa che ho contribuito a valorizzare il loro evento e che sono stata utile al Carducci76. Che consiglio darebbe a chi vorrebbe seguire la sua carriera? Essere se stessi e sempre informati: studi, corsi, viaggi, aggiornamenti aprono gli occhi e la mente e permettono di raggiungere obiettivi più ambiziosi. La conoscenza è l’arma giusta per vederci sempre chiaro in situazioni buie e complicate. Quali i motivi alla base della debolezza del turismo locale? Sarà banale, ma credo che un grosso errore sia la mancata coscienza delle proprie potenzialità. La Romagna è e sarà terra di grandissime eccellenze, alberghiere, ristorative, creative, equestri, golfistiche… Bisogna trovare il modo di comunicarlo con più energia. Qual è la chiave del successo dell’azienda? Un grande lavoro di squadra sulla scelta, progettazione e realizzazione di progetti e eventi. Possiamo contare su grandi professionisti in ogni campo (lo Chef Stefano Ciotti in primis), che amano profondamente il posto dove lavorano, sentendolo un po’ anche proprio. Il tutto sotto la regia del direttore Marco Bordoni. Cosa determina un evento di successo? L’emozione, situazioni diverse, sempre nuove e mai omologate. L’elemento stupore, qualcosa che chi ti viene a trovare non si aspetta, fa impennare sensibilmente l’indice di gradimento dell’evento. Come riesce a conciliare il suo lavoro e l’impegno di mamma? Una mamma che va al lavoro sorridendo e che si realizza torna a casa dal suo bambino con l’atteggiamento e i presupposti giusti per crescerlo. Pur lavorando molto cerco di ritagliare spazi da dedicare completamente al mio Alberto, con la serenità adatta ad infondergli, ogni giorno, forza, sicurezza e tanto, tantissimo amore.
Tratto da Rimini Donna. Testo di Maria Luisa Bertolini – Foto Luca Gambuti.

Una Stagione del Liberty a Riccione

lunedì, 24 maggio 2010

Presentazione del libro di Andrea Speziali, Una Stagione del Liberty a Riccione, Maggioli editore, Santarcangelo 2010: – Riccione, 19 giugno. Bar Manaura via Dante 107 (porto) ore 18:00 – entrata libera. – Lido di Venezia, 9 luglio. Hotel Des Bains, ore 18:00 – entrata libera. Andrea Speziali, Storico d’arte con ”Una Stagione del Liberty a Riccione”. Ne è l’autore Andrea Speziali, un riccionese poco più che ventenne , giovane non privo di talento ma soprattutto animato da spiccati interessi e belle speranze. E’ proprio il caso di dire che “un topolino ha partorito una montagna”, tante e varie sono le risorse di cui questa pubblicazione ha avuto bisogno. All’origine c’è stata una passione adolescenziale, un colpo di fulmine per una villa piuttosto misteriosa che ha letteralmente “sedotto” un esteta in erba e l’ha avviato a coltivare l’interesse per l’arte. Poi sono arrivati gli studi più approfonditi all’Istituto d’Arte Fellini e all’Accademia, a cui si sono affiancati il minuzioso lavoro di ricerca su villa Antolini, che nel frattempo, dopo aver trovato un nome, stava acquisendo una sempre più specifica identità, sul suo architetto Vucetich, la documentazione anche iconografica sulla poliedrica attività di quest’ultimo, lo studio delle planimetrie dell’edificio, il rilievo e l’interpretazione delle simbologie in esse contenute, quali rivelano la presenza di molti elementi di natura esoterica, di simboli connessi con l’alchimia, la magia e la Massoneria. E’ stato a questo punto inevitabile che tanto materiale, così caparbiamente e meticolosamente raccolto nel corso di alcuni anni, facesse avvertire ad Andrea, prima, l’urgenza di una riorganizzazione sistematica e poi la necessità di divulgare con una pubblicazione il risultato del suo lavoro che consiste sopratutto nello studio dell’architettura Liberty a Riccione, di cui villa Antolini costituisce il caso più emblematico. Il volume ‘’Una Stagione del Liberty a Riccione’’ offre l’opportunità, finora scarsamente considerata da studi locali, di esaminare con nuovi apporti una stagione complessa dell’arte tra la fine dell’800 e i primi decenni del ’900. Un plauso perciò va indiscutibilmente reso alla forza di volontà del giovane autore, un incoraggiamento merita il suo impegno, un ‘attestazione di fiducia, che ai giovani volenterosi non va negata, si potrà tradurre nell’acquisto della sua opera. La pubblicazione ha ottenuto il patrocinio della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Rimini, dei Comuni di Riccione, Venezia, Padova, Gorizia, Marostica, Pescantina, dei Fratelli della Costa (tavola di Riccione) e il sostegno della Geat, Beni culturali Onlus e della galleria d’arte Rosini. Andrea Speziali Cell. 320 0445798. info@andreaspeziali.it

Veronica Ciardi GF

lunedì, 19 aprile 2010

Riccione ha portato fortuna anche a Veronica Ciardi, tra le concorrenti dell’ultima edizione del Grande Fratello. Per un anno ha fatto la pendolare tra Roma e la Riviera, arrotondando così lo stipendio comunale, fino a che i talent scout Endemol non l’hanno provinata. Prima di lei sugli stessi cubi avevano ballato Belen Rodriguez, oggi stella del firmamento televisivo, e Dominic Rubio Albarca, meteora di una sola stagione. Sarà che la Riviera è un media. Sarà che, nonostante qualche innegabile smacco, a questo territorio appartiene ancor’oggi il titolo di capitale italiana della notte. Sarà che le discoteche sono da sempre contenitori di moda e tendenze ma anche palcoscenici per apparire e per sognare. Con Veronica Ciardi Riccione si riconferma fucina e culla di nuovi volti: è qui che la produzione del reality più seguito d’Italia ha scovato la bella romana, una delle reginette dell’ultima edizione del GF. (continua…)

Adriatico | Reti da pesca: “Il cogollo”

mercoledì, 7 maggio 2008

Rete da pesca

Il Cogollo è una rete da pesca; una trappola con bocca rigida, un braccio di incanalamento ed alcuni ingressi consecutivi troncoconici per impedire la fuga del pesce catturato. Il pesce, viene prelevato salpando solo l’ultima parte della rete… Il cogollo è generalmente calato in prossimità della riva ed è ben visibile al pelo dell’acqua e segnalato da appositi segnali e bandiere. A Cattolica, è ormai un tipo di pesca in disuso, l’ultimo pescatore, riconosciuto da tutti come il più capace, sia a costruirlo che ad utilizzarlo, è stato Primo Coli, per tutti “Muròt”. Nella foto del 1950, una delle sue reti stesa ad asciugare sulla spiaggia all’altezza dei Bagni 96 di cui all’epoca era concessionario. Cultura e tradizione marinara.

SGM Tavullia

sabato, 16 febbraio 2008

Alessandra GiorgiAlessandra Giorgi | Da poco superata la soglia dei 30 anni, cattolichina, indossa con molta naturalezza e preparazione la carica di direttore generale dell’azienda di famiglia, la SGM di Tavullia, leader nei sistemi d’illuminazione per lo spettacolo. Con un occhio ai mercati globali e l’altro alle materie del Master in Business Administration, vive l’azienda come una grande famiglia allargata. Oltre a papà Gabriele, alla mamma, dipendenti e collaboratori, nei corridoi aziendali a non perderla mai di vista facendo la spola da un ufficio all’altro c’è il suo specialissimo e candido assistente, Romeo. Scoprite chi è… Credo che le donne in azienda siano un punto di forza, in futuro mi piacerebbe aumentare la loro presenza. In caso di maternità diamo a tutte il part time. Lo trovo importante. Ciò che colpisce di Alessandra Giorgi, alta e filiforme bellezza mediterranea è la grande curiosità e la voglia di imparare. Che sia l’interlocutore del momento, il consulente o il mercato (mondiale) di riferimento poco cambia. Lei si mette in ascolto e intanto ti punta addosso due profondi occhi scuri, in poche parole continua a… studiare. Pronta a cogliere l’informazione che ancora non aveva e che rapidamente archivia, certa che prima o poi le tornerà utile. Il perché è presto detto: 31 anni, direttore generale dell’azienda di famiglia, leader a livello mondiale per la creazione e produzione di sistemi “intelligenti” d’illuminazione per lo spettacolo. Banalizziamo e facciamo due esempi tra i più recenti ma la lista sarebbe davvero lunghissima. Ricorderete il tour europeo dei Rolling Stones, il Bigger Bang European Tour che passò da Roma nel giugno scorso. Bene, ad illuminare il palco su cui si sono esibiti Mike Jagger e la sua band erano i proiettori SGM. In tour mondiale anche con di Bryan Adams. Altro genere ma rende ugualmente l’idea: sempre di Tavullia i prodotti usati per illuminare l’albero di Natale che troneggiava in Vaticano in Sala Nervi fino all’Epifania. Ora che il concetto è senz’altro più chiaro, ripartiamo. Grandi responsabilità gravano sulle spalle di questa ragazza della cui determinazione e voglia di apprendere abbiam già detto. Lei dal canto suo non pare per nulla intimorita, anzi, ha l’aria di divertirsi pure. Partiamo da una piccola curiosità. Lei è nata lo stesso anno in cui è stata fondata la sua azienda. Sì. Mio padre Gabriele ha avuto l’intuizione di quello che poi sarebbe diventato SGM nel 1976. L’idea era buona e le cose sono andate bene. Dopo le discoteche la soluzione era subito pronta, ampliare i servizi e rivolgersi ad un mercato più ampio e professionale: oggi SGM è luci per teatro, concerti dal vivo e televisivi. Siamo ovunque ci sia voglia di divertimento. Non è tutto, è da poco decollato un progetto a cui ho personalmente dedicato molte attenzioni: rivolgendoci direttamente agli architetti ci stiamo specializzando anche nell’illuminazione di grandi alberghi, ville e strutture architettoniche in genere. Per rimanere sul territorio, abbiamo realizzato l’illuminazione esterna del Castello di Gradara. Di padre in figlia, fase estremamente delicata. Il passaggio generazionale è stato hard o soft? Sono stata chiamata in azienda nel 2000, a soli ventiquattro anni. Sono rientrata da Bologna dove ero iscritta ad Economia e Commercio e ho raccolto la sfida. Ho iniziato a seguire l’azienda gradualmente, sono partita dalle piccole cose, con responsabilità adeguate alla mia esperienza e poi a poco a poco a lavorare per obiettivi. Oggi ricopro una posizione rilevante, d’accordo, ma sono cresciuta insieme ai miei collaboratori e continuo a farlo ogni giorno. Mio padre è presidente dell’azienda, di cui è anche la mente creativa. Noi due abbiamo un confronto ad amplissimo raggio su tutto e questo è di fondamentale importanza. Per concludere, se all’inizio può avere avuto qualche dubbio, assolutamente legittimo, oggi lo vedo soddisfatto. E questo per me è ciò che conta. Tuffandosi in questa impresa, in senso letterale, ha corso qualche rischio? Almeno un paio direi. Primo, quello di lasciare incompiuti gli studi universitari ma alla fine con tanta fatica e sacrifici ho ripreso gli studi e nel 2006 mi sono laureata. Non le dico cosa è stato prendere lezioni da un insegnante dopo una giornata di lavoro… Secondo rischio, quello di deludere le aspettative di mio padre, che ha sempre creduto in me. Non è stato facile iniziare, ma ora le cose sono più semplici da gestire e le sfide si fanno interessanti. Questo lavoro mi appassiona ogni giorno e ho la fortuna avere un’azienda mia. Non saprei davvero cosa altro desiderare. Passa in azienda tutte le sue giornate. E nel tempo libero a cosa si dedica? Se c’è bisogno resto in azienda anche oltre le otto di sera. Tutto il tempo che serve. Diversamente… studio. Tornare a studiare mi è piaciuto così tanto e ho deciso di iscrivermi ad un Master in Business Administration a Bologna. E’ così che impiego i fine settimana. Quando posso frequento seminari, convegni e chiunque abbia esperienze imprenditoriali che mi possano far riflettere e che stimolino la mia curiosità. Cerco di non mancare mai al meeting annuale dei giovani di Confindustria a Capri. Mi tengo costantemente aggiornata, a volte capita ancora che trovandomi all’estero per incontri di lavoro ad alto livello, legga sul volto dei miei interlocutori più maturi una certa sorpresa. Sono incuriositi dal trovarsi di di fronte una giovane donna con la qualifica di direttore generale, e quindi per dimostrare di essere competente devo lavorare ancora tanto. Lavoro e famiglia, come si è organizzata? Fortunatamente qui da noi famiglia e lavoro sono quasi una cosa sola. Oltre a mio padre e me, anche mia madre è in azienda. A sorvegliarci tutti ci pensa Romeo, il mio cane. E’ un Cotonbrie, sempre con me anche in ufficio. Tornando alla famiglia, può sembrare strano ma lavorare insieme non ci ha mai creato problemi anzi. La cosa ha molti vantaggi, a partire dal fatto che così ci si vede ogni giorno. Essendo noi in sintonia su questo punto la certezza che possiamo vivere il lavoro senza per forza togliere qualcosa al resto ci dona una grande serenità. Può capitare che anche a casa o a pranzo si parli di lavoro, certo potrebbe non essere originale ma per noi è normale, è la nostra vita e ci appassiona ciò che facciamo. Inoltre andiamo anche molto d’accordo il che rende tutto estremamente semplice e piacevole. Tra i familiari da lei citati presenti in azienda mi sembra manchi qualcuno… Sì, mia sorella Valentina. Già migliore amica e confidente nel privato, attualmente impegnata a studiare legge, è la persona che preferirei avere al mio fianco ogni giorno sul lavoro. Ma non voglio condizionare le sue scelte e attenderò paziente che prenda ogni decisione in assoluta autonomia; penso sia giusto che ognuno segua le proprie passioni. A proposito, oggi 8 Febbraio Valentina compie ventitrè anni, vorrei approfittare di questa occasione per dedicarle un augurio speciale. Qualcosa da dire sul tema donne e lavoro? Personalmente credo che le donne in azienda siano un punto di forza e che mi piacerebbe aumentarne il numero. Ho un gruppo di collaboratrici che ho selezionato personalmente e di cui vado fiera. Noi siamo dalla parte delle mamme: appena ne hanno la necessità diamo loro il part time. Lo trovo importante. Loro sono serene e rientrano al lavoro ancora più motivate di prima. Il 2008 si annuncia come l’anno di una donna alla presidenza di Confindustria. Il successore “in pectore” a Luca Cordero di Montezemolo che, salvo sorprese, guiderà dal 22 maggio prossimo gli imprenditori italiani è Emma Marcegaglia, classe 1965. Qual è la sua personale ricetta per fare impresa? Vorrei essere capace di costruire valore in azienda nel lungo periodo attraverso la coerenza, la trasparenza e la valorizzazione delle persone. Sono del parere che i buoni risultati aziendali siano frutto del lavoro di tutti, la soddisfazione di aver ben operato va sempre condivisa con quanti si sono impegnati. Vorrei sottolineare un paio di particolarità. Noi abbiamo un assetto manageriale, esportiamo l’80% di ciò che produciamo. Siamo ovunque ci sia divertimento, la connotazione internazionale è davvero molto forte. Io stessa sono spesso in viaggio per lavoro. Voglio imparare il più possibile, capire fino in fondo i problemi, mettermi in discussione. Personalmente vivo il mercato globale come una grande opportunità di crescita e consolidamento; le nuove strategie globali permettono di individuare soluzioni efficienti per ogni specifica esigenza, tutto questo fino ad un decennio fa era impensabile. Sono per l’innovazione, per andare sempre un passo avanti a quello che è stato appena fatto. Il mercato si conquista con l’eccellenza e noi cerchiamo di farlo. Qualche passione privata? Appena è possibile scappo in città, per una serata a teatro, una mostra d’arte o semplicemente un giro per vetrine, mi piace da morire. Così come organizzare un bel fine settimana con le persone a cui voglio più bene. Sono per la massima qualità anche nel privato. In Novembre ho organizzato un week end a New York con mia madre e mia sorella Valentina. Siamo un trio affiatato e tre giorni spensierati in una città che adoro, tra musei e shopping, sono stati uno splendido modo per stare insieme. Oltre al mio fidanzato sono per le amicizie vere, quelle con cui puoi essere davvero te stessa. Non sono tantissime ma preferisco avere intorno a me persone che siano sulla mia stessa lunghezza d’onda. Sono tranquilla, amante delle buone cene e delle compagnie interessanti. Amo leggere di tutto, referibilmente romanzi e gialli di ambientazione italiana. Il suo personale rimedio antistress? Di tanto in tanto organizzo una serata tra amiche per andare a ballare. E dicendo questo intendo stare in pista a ballare di tutto fino alla stanchezza, dopodiché tutte a casa. Lo trovo un modo meraviglioso per scaricare le tensioni.

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GIR+A&F

lunedì, 4 febbraio 2008

Nasce a San Giovanni in Marignano GIR+A&F. Taglio del nastro italo-francese a quattro mani. Da sinistra a destra Massimo Ferretti, presidente del gruppo Aeffe, il sindaco di San Giovanni in Marignano Domenico Bianchi con François Girbaud e Marithé Bachellerie.

GIR + A&F

“La moda? E’ ormai fuori moda” . Parola di François Girbaud, la metà esatta nel lavoro e nella vita di Marithé Bachellerie. Ribelle e in perenne movimento lui, dolce e pacata lei. Insieme hanno ideato il marchio leader del denim che porta il loro nome. Li abbiamo incontrati nella loro nuova “casa” di San Giovanni in Marignano alla presentazione ufficiale di GIR + A&F, l’ultimo capitolo della loro lunga storia. In coppia, unendo tecnologia e creatività, hanno fatto la storia del jeans partendo da Rimini. Si sono inventati prima il processo di stone washing, poi nel 1978 il baggy jeans, il pantalone extra large sui fianchi e sulla coscia, con il cavallo basso, diventato velocemente simbolo prima della moda hip-hop, poi di tutta la filosofia street. Per loro il nuovo millennio è all’insegna dei tagli al laser e della termofusione, di una ricerca non solo legata al denim, ma a una collezione completa, capace di cogliere messaggi urbani ed esigenze del vivere contemporaneo, traducendoli in capi all’avanguardia, ma sempre a misura di chi li deve indossare. Li incontriamo all’inaugurazione della nuova sede di GIR+A&F, dove A&F sta per il gruppo Ferretti. E lui, François il gran ribelle non si smentisce. In total black e catena d’acciaio penzolante dai pantaloni, dettaglio del look che gli ha “copiato” anche l’amico Karl Lagerfeld, non parlategli della Francia, il suo paese natale “E’ una terra di couturier, noi lavoriamo nel tessile e siamo in Italia da quasi 40 anni, le nostre creazioni hanno fatto il giro del mondo. Più che francese mi sento cittadino del mondo”. A preoccuparlo e non poco sono i mutamenti climatici del pianeta: “Solo la tecnologia può salvare la Terra. Per questo noi oggi utilizziamo il laser, che con le sue mille applicazioni scolorisce, decora e sfilaccia il jeans. Senza usare mai l’acqua”. François, come è cambiata la moda in questi anni? La moda per me è passata di moda. Già cinquant’anni fa Pierre Cardin diceva che non c’erano più stagioni; ci mostrava il percorso di un abbigliamento che avrebbe dovuto adattarsi ai mutamenti climatici del pianeta. Oggi il global warming (surriscaldamento globale, ndr) lo conferma: non ci sono più le stagioni e si portano le stesse cose in estate e in inverno. La moda ha continuato invece a inventare delle stagioni, che diventano cinque se consideriamo le pre-collezioni, come hanno iniziato a fare in America per ragioni commerciali. Ma il punto è: abbiamo ancora realmente dei bisogni? Serve davvero qualcosa di diverso da quello che c’è già nel nostro guardaroba? La moda indica come vestire a ogni stagione, dice a cosa dobbiamo assomigliare. Seguire la moda…ma abbiamo davvero ancora bisogno di questo? Qual è il mondo di chi indossa Marithé + François Girbaud? Vorrei essere chiaro, io disegno per me non per un target. Il rispetto e l’amore per la natura è da sempre al centro delle nostre creazioni. Tutti i nostri sforzi creativi vanno in questa direzione. Ci esprimiamo come cittadini consapevoli. La mutilazione della natura ci sta inviando dei segnali e dobbiamo attirare l’attenzione su di questi. Da una parte all’altra del pianeta la natura si ribella, vendicandosi della violenza che l’uomo le infligge. La prossima emergenza mondiale riguarderà l’acqua, usiamola meglio e meno. Vendiamo 4.500.000 capi all’anno, entriamo in contatto con milioni di persone, speriamo di far circolare il nostro messaggio almeno tra le giovani generazioni. Con Marithé fa coppia nel lavoro e nella vita da oltre quaranta anni. Come vi dividete i ruoli? Semplice, io faccio tutto e lei fa niente… Scherzo ovviamente. Potrei dire che io inizio e lei finisce o il contrario…La verità è che siamo un uomo e una donna e per forza di cose la soluzione sta sempre al centro, a metà strada. Dopo tutti questi anni quando siamo insieme si finisce sempre a parlare di lavoro e allora si cerca di stare insieme il meno possibile. Come? Quando lei è in un continente io cerco di essere in un altro.” Un interno dello stabilimento GIR+A&F a San Giovanni in Marignano, settemila metri quadrati di vetro e acciaio. La nuova società è detenuta per il 60% dal gruppo Marithé + François Girbaud e per il 40% dal gruppo Ferretti (la società non ha alcuna relazione con il gruppo quotato, Aeffe). Gli investimenti in questo progetto ammonteranno a 25 milioni di euro.

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Personal Trainer

lunedì, 21 gennaio 2008

La voglia di tenersi in forma è un desiderio che accomuna sempre più persone. I benefici dell’attività sportiva infatti sono noti a tutti, ma cimentarsi in un programma di allenamento “fai da te” può spesso rivelarsi controproducente. Ecco perché sarebbe preferibile affidarsi alle cure di una figura professionale altamente qualificata in grado di elaborare programmi personalizzati e studiati per le esigenze del singolo. Questa figura è il personal trainer, ossia un professionista che ne riassume tre: allenatore, confessore e terapeuta, perché ci aiuta a costruire il fisico, la salute e anche un modo diverso di considerare la vita. A questo proposito abbiamo incontrato Paola Romano e le abbiamo chiesto di spiegarci in cosa consiste la sua professione e perché alcune volte sia fondamentale mettersi nelle mani di un personal trainer. “Finalmente in tanti hanno cominciato a comprendere il senso e l’immediata efficacia dell’allenamento personalizzato – spiega Paola – Fino a qualche anno fa infatti obiettivo primario era costruire un’abbondante massa muscolare a discapito della qualità motoria e dell’elasticità. Ci si buttava nella sfrenata attività di gruppo, che spesso ha come conseguenza usura di articolazioni e scarso tono muscolare, o addirittura in allenamenti costruiti per atleti professionisti e rigirarti a sportivi/e della domenica. I miei allenamenti nascono dal connubio di tantissime attività sportive e numerose nozioni sulle più svariate discipline, tutte studiate e praticate personalmente in 25 anni di sport, fitness e discipline olistiche. Praticamente una cernita del meglio in funzionalità, dimagrimento, tonicità muscolare e riequilibrio psicofisico. I miei esercizi sono costruiti su ogni persona partendo dal suo corpo, dalle sue capacità motorie, dalla sua età, dal tipo di lavoro che fa e ancora da quello che è il suo traguardo da raggiungere. Dunque non si tratta di un allenamento pre–schematizzato, ma di pilotare le sedute di allenamento somministrando le intensità giuste, monitorando minuto per minuto le resistenze. Perché il fitness è come una medicina: se scarsa non riesce a guarire, se troppa può portare a delle conseguenze dannose. Ma nella dose giusta dà il risultato sperato nel più breve tempo possibile e nel rispetto della nostra salute”.

Personal Trainer Cattolica

Paola Romano ha iniziato a praticare sport a 10 anni. Amante della danza, ha cominciato a lavorare in palestra, prendendo il brevetto di city-jam e funky alla Reebok di Torino a soli 22 anni. La sua è una vita dedicata allo sport, una passione che condivide con il marito Tony Spacagna, anche lui personal trainer. Attualmente lavora presso “Sparta Centro fitness” a Riccione. Rimini Wellness.

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