SGM Tavullia

16 Feb, 2008 Nessun Commento

Alessandra GiorgiAlessandra Giorgi | Da poco superata la soglia dei 30 anni, cattolichina, indossa con molta naturalezza e preparazione la carica di direttore generale dell’azienda di famiglia, la SGM di Tavullia, leader nei sistemi d’illuminazione per lo spettacolo. Con un occhio ai mercati globali e l’altro alle materie del Master in Business Administration, vive l’azienda come una grande famiglia allargata. Oltre a papà Gabriele, alla mamma, dipendenti e collaboratori, nei corridoi aziendali a non perderla mai di vista facendo la spola da un ufficio all’altro c’è il suo specialissimo e candido assistente, Romeo. Scoprite chi è… Credo che le donne in azienda siano un punto di forza, in futuro mi piacerebbe aumentare la loro presenza. In caso di maternità diamo a tutte il part time. Lo trovo importante. Ciò che colpisce di Alessandra Giorgi, alta e filiforme bellezza mediterranea è la grande curiosità e la voglia di imparare. Che sia l’interlocutore del momento, il consulente o il mercato (mondiale) di riferimento poco cambia. Lei si mette in ascolto e intanto ti punta addosso due profondi occhi scuri, in poche parole continua a… studiare. Pronta a cogliere l’informazione che ancora non aveva e che rapidamente archivia, certa che prima o poi le tornerà utile. Il perché è presto detto: 31 anni, direttore generale dell’azienda di famiglia, leader a livello mondiale per la creazione e produzione di sistemi “intelligenti” d’illuminazione per lo spettacolo. Banalizziamo e facciamo due esempi tra i più recenti ma la lista sarebbe davvero lunghissima. Ricorderete il tour europeo dei Rolling Stones, il Bigger Bang European Tour che passò da Roma nel giugno scorso. Bene, ad illuminare il palco su cui si sono esibiti Mike Jagger e la sua band erano i proiettori SGM. In tour mondiale anche con di Bryan Adams. Altro genere ma rende ugualmente l’idea: sempre di Tavullia i prodotti usati per illuminare l’albero di Natale che troneggiava in Vaticano in Sala Nervi fino all’Epifania. Ora che il concetto è senz’altro più chiaro, ripartiamo. Grandi responsabilità gravano sulle spalle di questa ragazza della cui determinazione e voglia di apprendere abbiam già detto. Lei dal canto suo non pare per nulla intimorita, anzi, ha l’aria di divertirsi pure. Partiamo da una piccola curiosità. Lei è nata lo stesso anno in cui è stata fondata la sua azienda. Sì. Mio padre Gabriele ha avuto l’intuizione di quello che poi sarebbe diventato SGM nel 1976. L’idea era buona e le cose sono andate bene. Dopo le discoteche la soluzione era subito pronta, ampliare i servizi e rivolgersi ad un mercato più ampio e professionale: oggi SGM è luci per teatro, concerti dal vivo e televisivi. Siamo ovunque ci sia voglia di divertimento. Non è tutto, è da poco decollato un progetto a cui ho personalmente dedicato molte attenzioni: rivolgendoci direttamente agli architetti ci stiamo specializzando anche nell’illuminazione di grandi alberghi, ville e strutture architettoniche in genere. Per rimanere sul territorio, abbiamo realizzato l’illuminazione esterna del Castello di Gradara. Di padre in figlia, fase estremamente delicata. Il passaggio generazionale è stato hard o soft? Sono stata chiamata in azienda nel 2000, a soli ventiquattro anni. Sono rientrata da Bologna dove ero iscritta ad Economia e Commercio e ho raccolto la sfida. Ho iniziato a seguire l’azienda gradualmente, sono partita dalle piccole cose, con responsabilità adeguate alla mia esperienza e poi a poco a poco a lavorare per obiettivi. Oggi ricopro una posizione rilevante, d’accordo, ma sono cresciuta insieme ai miei collaboratori e continuo a farlo ogni giorno. Mio padre è presidente dell’azienda, di cui è anche la mente creativa. Noi due abbiamo un confronto ad amplissimo raggio su tutto e questo è di fondamentale importanza. Per concludere, se all’inizio può avere avuto qualche dubbio, assolutamente legittimo, oggi lo vedo soddisfatto. E questo per me è ciò che conta. Tuffandosi in questa impresa, in senso letterale, ha corso qualche rischio? Almeno un paio direi. Primo, quello di lasciare incompiuti gli studi universitari ma alla fine con tanta fatica e sacrifici ho ripreso gli studi e nel 2006 mi sono laureata. Non le dico cosa è stato prendere lezioni da un insegnante dopo una giornata di lavoro… Secondo rischio, quello di deludere le aspettative di mio padre, che ha sempre creduto in me. Non è stato facile iniziare, ma ora le cose sono più semplici da gestire e le sfide si fanno interessanti. Questo lavoro mi appassiona ogni giorno e ho la fortuna avere un’azienda mia. Non saprei davvero cosa altro desiderare. Passa in azienda tutte le sue giornate. E nel tempo libero a cosa si dedica? Se c’è bisogno resto in azienda anche oltre le otto di sera. Tutto il tempo che serve. Diversamente… studio. Tornare a studiare mi è piaciuto così tanto e ho deciso di iscrivermi ad un Master in Business Administration a Bologna. E’ così che impiego i fine settimana. Quando posso frequento seminari, convegni e chiunque abbia esperienze imprenditoriali che mi possano far riflettere e che stimolino la mia curiosità. Cerco di non mancare mai al meeting annuale dei giovani di Confindustria a Capri. Mi tengo costantemente aggiornata, a volte capita ancora che trovandomi all’estero per incontri di lavoro ad alto livello, legga sul volto dei miei interlocutori più maturi una certa sorpresa. Sono incuriositi dal trovarsi di di fronte una giovane donna con la qualifica di direttore generale, e quindi per dimostrare di essere competente devo lavorare ancora tanto. Lavoro e famiglia, come si è organizzata? Fortunatamente qui da noi famiglia e lavoro sono quasi una cosa sola. Oltre a mio padre e me, anche mia madre è in azienda. A sorvegliarci tutti ci pensa Romeo, il mio cane. E’ un Cotonbrie, sempre con me anche in ufficio. Tornando alla famiglia, può sembrare strano ma lavorare insieme non ci ha mai creato problemi anzi. La cosa ha molti vantaggi, a partire dal fatto che così ci si vede ogni giorno. Essendo noi in sintonia su questo punto la certezza che possiamo vivere il lavoro senza per forza togliere qualcosa al resto ci dona una grande serenità. Può capitare che anche a casa o a pranzo si parli di lavoro, certo potrebbe non essere originale ma per noi è normale, è la nostra vita e ci appassiona ciò che facciamo. Inoltre andiamo anche molto d’accordo il che rende tutto estremamente semplice e piacevole. Tra i familiari da lei citati presenti in azienda mi sembra manchi qualcuno… Sì, mia sorella Valentina. Già migliore amica e confidente nel privato, attualmente impegnata a studiare legge, è la persona che preferirei avere al mio fianco ogni giorno sul lavoro. Ma non voglio condizionare le sue scelte e attenderò paziente che prenda ogni decisione in assoluta autonomia; penso sia giusto che ognuno segua le proprie passioni. A proposito, oggi 8 Febbraio Valentina compie ventitrè anni, vorrei approfittare di questa occasione per dedicarle un augurio speciale. Qualcosa da dire sul tema donne e lavoro? Personalmente credo che le donne in azienda siano un punto di forza e che mi piacerebbe aumentarne il numero. Ho un gruppo di collaboratrici che ho selezionato personalmente e di cui vado fiera. Noi siamo dalla parte delle mamme: appena ne hanno la necessità diamo loro il part time. Lo trovo importante. Loro sono serene e rientrano al lavoro ancora più motivate di prima. Il 2008 si annuncia come l’anno di una donna alla presidenza di Confindustria. Il successore “in pectore” a Luca Cordero di Montezemolo che, salvo sorprese, guiderà dal 22 maggio prossimo gli imprenditori italiani è Emma Marcegaglia, classe 1965. Qual è la sua personale ricetta per fare impresa? Vorrei essere capace di costruire valore in azienda nel lungo periodo attraverso la coerenza, la trasparenza e la valorizzazione delle persone. Sono del parere che i buoni risultati aziendali siano frutto del lavoro di tutti, la soddisfazione di aver ben operato va sempre condivisa con quanti si sono impegnati. Vorrei sottolineare un paio di particolarità. Noi abbiamo un assetto manageriale, esportiamo l’80% di ciò che produciamo. Siamo ovunque ci sia divertimento, la connotazione internazionale è davvero molto forte. Io stessa sono spesso in viaggio per lavoro. Voglio imparare il più possibile, capire fino in fondo i problemi, mettermi in discussione. Personalmente vivo il mercato globale come una grande opportunità di crescita e consolidamento; le nuove strategie globali permettono di individuare soluzioni efficienti per ogni specifica esigenza, tutto questo fino ad un decennio fa era impensabile. Sono per l’innovazione, per andare sempre un passo avanti a quello che è stato appena fatto. Il mercato si conquista con l’eccellenza e noi cerchiamo di farlo. Qualche passione privata? Appena è possibile scappo in città, per una serata a teatro, una mostra d’arte o semplicemente un giro per vetrine, mi piace da morire. Così come organizzare un bel fine settimana con le persone a cui voglio più bene. Sono per la massima qualità anche nel privato. In Novembre ho organizzato un week end a New York con mia madre e mia sorella Valentina. Siamo un trio affiatato e tre giorni spensierati in una città che adoro, tra musei e shopping, sono stati uno splendido modo per stare insieme. Oltre al mio fidanzato sono per le amicizie vere, quelle con cui puoi essere davvero te stessa. Non sono tantissime ma preferisco avere intorno a me persone che siano sulla mia stessa lunghezza d’onda. Sono tranquilla, amante delle buone cene e delle compagnie interessanti. Amo leggere di tutto, referibilmente romanzi e gialli di ambientazione italiana. Il suo personale rimedio antistress? Di tanto in tanto organizzo una serata tra amiche per andare a ballare. E dicendo questo intendo stare in pista a ballare di tutto fino alla stanchezza, dopodiché tutte a casa. Lo trovo un modo meraviglioso per scaricare le tensioni.

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